Il cinema d'animazione come cinema per ragazzi? Non solo e non sempre. Anzi, si può tranquillamente affermare che il cinema d'animazione sia una delle forme di espressione artistica più vaste e multiformi, con un'enorme ricchezza di linguaggio che spesso si distanzia dalla "tradizionale" tecnica del disegno animato (che è quella a cui visivamente siamo un po' tutti abituati, dei lungometraggi e delle serie televisive), regalandoci delle opere realizzate con diverse ed elaborate tecniche, dalla pittura su vetro all'uso di sabbia o degli oggetti più disparati. Ma qui entriamo nel campo di un'espressione artistica diversa, nel campo della realizzazione di un cortometraggio d'autore; dunque sarà bene fare delle distinzioni che aiutino a comprendere questo vasto settore purtroppo molto poco conosciuto.
Accanto alla produzione seriale per la tv, alle realizzazioni di lungometraggi, alle pubblicità e sigle per la tv, si è sempre affiancata la creazione di cortometraggi d'autore, così definiti proprio perché realizzati per volontà dell'autore, senza una committenza esterna, spesso autofinanziati. Fin dagli albori del cinema d'animazione ci sono stati autori, a volte provenienti da ambiti artistici diversi, come la pittura o la scultura, che hanno visto nell'animazione una forma di espressione artistica assolutamente particolare, con delle potenzialità pressoché infinite. Ed ecco che troviamo già negli anni venti le primissime sperimentazioni di Hans Richter, Walter Ruttman, Viking Eggeling, artisti legati alle avanguardie che trovarono nell'animazione un felice terreno di sperimentazione.
Ma la storia del cinema d'animazione internazionale è costellata di tante piccole - "piccole" in quanto a durata, ma "grandi" in quanto ad importanza - realizzazioni. In questi casi la ricerca della tecnica diventa una parte essenziale dell'espressione: un cortometraggio di animazione può essere realizzato in infiniti modi, con diversi materiali e diverse tecniche, addirittura incidendo il disegno stesso sulla pellicola. Uno dei luoghi al mondo in cui la ricerca sul cinema d'animazione ha avuto un importante impulso è il National Film Board of Canada, ente statale che ha ospitato e ospita ancora oggi un prestigioso dipartimento dedicato al cinema d'animazione, guidato per molti anni da Norman McLaren (1914 - 1987). McLaren ha regalato alla storia del cinema d'animazione tante importanti opere e, tenace sperimentatore, ha realizzato numerosi cortometraggi con le più disparate tecniche.
Nella
storia dell'animazione va assolutamente ricordata anche l'esperienza
di Alexander Alexeieff (1901 - 1982), pittore, illustratore,
incisore. Il suo sogno era quello di riuscire a riportare
nel cinema d'animazione la suggestione del chiaroscuro creata
con l'incisione. Lo fece inventando e costruendo uno "schermo
di spilli", un'enorme tavola verticale su cui montò orizzontalmente
migliaia di spilli retrattili. Unendo la retrattilità degli
spilli ad un uso particolare della luce (mediante l'ombra
degli spilli riusciva a creare l'illusione delle forme in
movimento), Alexeieff, anche grazie al sodalizio artistico
con Claire Parker, ha creato dei cortometraggi unici nella
storia del cinema, di cui Le Nez, del 1962, tratto
da un testo di Gogol, è un esempio straordinario.
Altri grandi nomi si sono susseguiti, con realizzazioni personalissime: divertenti, astratte, oniriche, narrative. A volte si tratta di veri e propri quadri in movimento, in altri casi la semplicità del tratto accompagna un importante messaggio. In ogni caso ci troviamo di fronte ad opere fondamentali.
I cortometraggi animati hanno subito, purtroppo, un destino difficile riguardo la distribuzione e la diffusione verso il pubblico. Hanno girato il mondo - e continuano a farlo - grazie ai festival internazionali (specializzati o meno), su cui primeggia il Festival Internazionale del cinema di animazione di Annecy (Francia), il primo dedicato esclusivamente al settore, fondato nel 1960 per volontà degli autori stessi che hanno sentito l'esigenza di creare finalmente uno spazio di incontro e confronto.
Dopo Annecy, altri importanti Festival di cinema d'animazione verranno fondati negli anni a seguire, molto spesso con il comune scopo di diffondere le peculiarità del linguaggio "animazione", di far scoprire cosa si nasconde dietro alla restrittiva definizione di "cartone animato".
In definitiva, animazione come lungometraggio, come prodotto per ragazzi, come prodotto pubblicitario, come cortometraggio d'autore, per includere poi tutte le estensioni del "linguaggio animazione" nei campi dei nuovi media, a cui l'animazione contribuisce molto più di quello che si immagini: gli effetti speciali nei film dal vero, i videogiochi, le animazioni create appositamente per il web.


