Karlheinz Stockhausen
Helicopter String Quartet
Salzburg, agosto 2003
Musica fatta a perfetta dissomiglianza di Dio
M. Bortolotto, Fase seconda, Einaudi, Torino, 1976, p. 9Ciò che si arriva a fare col Barocco, d'estate, a Salisburgo, - araldi scarlatti, fanfare luccicanti, campane, organi e vibranti sonorità – sfida a tal punto il ridicolo e ogni descrizione, che non c'è descrizione, ormai, capace di ridicolizzarlo.
K. Kraus, Die Fackel, anno XXVII, n. 697-705, ott. 1925, p. 86L'eccesso di effetto, di suggestione senza una causa.
Th. W. Adorno, Parva Aesthetica, Feltrinelli, Milano, 1979, p. 138
Il sogno di Stockhausen si è avverato. Far volare la propria musica, comporre una musica che vola, comporre mentre si vola. Far diventare musica un battito d'ali? Lo fa altrettanto bene un elicottero.
I quattro elicotteri hanno acceso i motori contemporaneamente, son decollati, e contemporaneamente i musicisti si son messi a suonare, collegati tra loro con le cuffie, collegati a loro volta con il pubblico seduto davanti a un megaschermo.
Un festival, una celebrazione è il suo posto, il posto della nostra musica colta.
Un posto senza nome, perché poteva essere qualsiasi altro, un non luogo.
Un'organizzazione perfetta, con sofisticati impianti sonori, anch'essi diventati strumenti musicali, e con tecnici del suono, anch'essi diventati musicisti, tutti comandati (a bacchetta?) dal direttore.
I decibel dei violini devono essere amplificati fino ai decibel dell'elicottero.
Ma uno Stradivari potrebbe offendersi.
Lo spazio è l'elicottero in volo; il pubblico è teoricamente in ogni luogo, purché fornito di un apparecchio ricevente. Lo stesso pubblico, in teoria, della radio, della televisione, dei media: vede non visto, sente non sentito, ascolta inascoltato, inerme, col solo potere di spegnere l'apparecchio. Può tossire, grattarsi, camminare, cucinare, spolverare, farsi la doccia.
Non ci sono pause musicali. Se si spegne, l'elicottero cade. Come non ci sono pause musicali in diverse opere di Stockhausen.
Ma c'è musica dove non ci sono pause?
Meno immusicale Cage quando musica il silenzio, anche se lì, anche lì, "mentre tutti credono di assistere a una cosa enorme, non accade un bel nulla" (Th. W. Adorno, Impromptus, Feltrinelli, Milano 1973, p. 104).
Se hai l'organizzazione alle spalle, puoi far diventare artistico anche il rumore di un martello pneumatico. La stessa logica dello scultore che mette in mostra un lavandino o un ferrovecchio. Dove va a finire la disciplina artistica, la fatica dello studio, le sudate carte?
Anche l'arte è diventata un prodotto industriale. Se non ci stai, non avrai pubblico. Ma è proprio necessario il pubblico? Dio non ha bisogno del pubblico.
Kreuzspiel, Schlagsquartett, Punkte, Klavierstücke, Kontra-Punkte, Zeitmasse, Gruppen, Gesang der Jüngliche im Feuerofen, Zyklus, Kontakte, Plus Minus 2x7, Mikrophonie I, Mixtur, Mikrophonie II, Telemusik, Adieu, Stop, Prozession, Hymnen, Stimmung, Kurzwellen, Aus den 7 Tagen, Spiral, …, non ne erano notizie di massa. L'Helicopter String Quartet è bastato poco a farlo diventare notizia, tutti conoscono il rumore dell'elicottero. Tutti sanno che ora è diventato musica.
"Non potrei mettere in scena un semplice quartetto d'archi perché non ho mai separato forma, contenuto e performance, e perché il quartetto d'archi è una cosa del diciottesimo secolo. Ma poi ho avuto un sogno: ho visto il quartetto d'archi suonare in quattro elicotteri, nel cielo", così Stockhausen al suo produttore Hans Landesmann. (Christian Zingales, "Art Attack", in Blow Up, ottobre 2003, Tuttle Edizioni, Camucia-Arezzo, p. 18).
In simbiosi con l'elicottero, il quartetto d'archi apparterrebbe invece al progresso della musica, come se quest'ultimo fosse soggetto al progresso dei mezzi per produrla: "il continuamente nuovo che essa [l'industria culturale] esibisce, resta il rivestimento di un smpre-uguale" (Th. W. Adorno, op. cit., p. 61).
Visto che non c'è più un luogo e un tempo per la musica, ne componiamo senza tempo e senza spazio, senza ritmo e senza forma.
Cos'è la neue Musik se non una musica elusiva, senza capo né coda?
Stockhausen è uno specialista in suoni elettronici. Il rumore dell'elicottero si trova in qualsiasi sintetizzatore, expander o software musicale. Ma ha voluto suoni di veri e propri elicotteri. La stessa logica di chi porta in scena un elefante invece di farlo rappresentare agli attori.
Non più musica tragica (e se vi dicessi che la musica di Zappa è tragica?).
Ornette Coleman ha prodotto il rumore di una fabbrica con un sassofono, una batteria, un contrabbasso, ed è musica. Costui ha prodotto musica d'elicotteri con un quartetto d'archi, ed è rumore.
Vorrei proprio sapere in che tonalità, se esiste, è il pezzo. Si trova in commercio lo spartito? E per rieseguirlo è necessario tutto l'apparato organizzativo di elicotteri, piloti e tecnici del suono?
Un quartetto che suonasse sull'Everest avrebbe un motivo.
Motivo musicale? No, solo elicotteresco.
Al pubblico si esibisce più elicottero che musica.
Se decidessimo noi, amici, di fare una cosa del genere, ci mancherebbero solo i soldi.
Le pietre greche risuonano del canto di Omero, così come i palazzi della città del sale risuonano della musica di Mozart. Risuoneranno i cieli della musica di Stockhausen? Possibile una memoria orale per essa?
Non c'erano bambini tra il pubblico.
Come mai non si ammettono i bambini alle manifestazioni artistiche?
La musica come celebrazione! Ben gli sta. Sarà possibile qualsiasi scenario. Un paracadute, una latrina, un sommergibile, un incrocio, un ascensore, un frullatore, sì, un concerto per frullatore e orchestra.
Se un fabbro che batte il ferro sull'incudine ispira una musica a Giuseppe Verdi, questa ricorda (vorrei dire 'nobilita') il lavoro del fabbro.
Ricorda (ma vorrei di nuovo dire 'nobilita') il lavoro dell'elicotterista e del tecnico del suono la musica di Stockhausen?
Sappiamo cosa ne avrebbe detto Adorno.
Sappiamo cosa ne avrebbe fatto Zappa.
Se l'arte ha una funzione sociale, col quartetto per elicotteri ci siamo vicinissimi.
Finalmente una musica "libera da finalità pratiche" (Th. W. Adorno, op. cit. p. 104), ma che sublima anche finalità pratiche. Insomma, ragazzi, il rumore dell'elicottero non è brutto, è un bello musicale.
"Per sapere sul serio se un'opera d'arte è buona o cattiva, occorre capirne la tecnica specifica" (Th. W. Adorno, op. cit. p. 44). Qual è la tecnica specifica di un'opera come questa?
Non è riproducibile senza un enorme capitale, e non ne abbiamo neanche lo spartito.
Vorrei proprio leggere i critici che l'hanno giudicata un'opera geniale.


