A teatro la musica non deve essere semplice sfondo sonoro, dovrebbe anzi interagire il più possibile con l'azione teatrale e con lo spazio scenico, in tutte le sue componenti: luci, scenografia, drammaturgia, danza, il movimento del corpo dell'attore in relazione al timbro della voce e alla sua espressività etc, il tutto naturalmente articolato, in modo plastico e stratiforme, in un linguaggio che sia coerente e comprensibile. Così dicendo ho voluto rifarmi all'origine semantica della parola Musica, dal greco mousikè. Tale termine comprendeva, ancora nel V secolo a.C., non solo l'arte di combinare i suoni ma anche la poesia e la danza, vale a dire i mezzi di trasmissione di una cultura che fino al IV secolo a.C. fu essenzialmente orale, una cultura che si manifestava e diffondeva attraverso pubbliche esecuzioni nelle quali non solo la parola ma anche la melodia e il gesto avevano una loro funzione determinante.
Dell'Oreste di Euripide ci è pervenuto un frammento musicale (versi 338-344) costruito su un doppio tetracordo enarmonico, opera dello stesso Euripide. Parte del materiale tematico da me utilizzato per le musiche di scena dell'Oreste deriva da questo frammento. Per una definizione più trasparente ho utilizzato la trascrizione cromatica che, da un punto di vista musicale, è molto vicina ai nostri giorni. Nell'originale la componente musicale era affidata al coro, in questo caso sostituito da un trio di strumentisti: flauto, clarinetto e contrabbasso. Con un simile organico, anche se piccolo, sono riuscito ad ottenere un'estensione molto ampia su cui lavorare. I timbri degli strumenti e le loro diverse possibili combinazioni, mi ha fornito il carattere necessario ad esprimere nella maniera più esatta l'andamento dell'opera. La struttura delle musiche di scena dell'Oreste di Amnesia Vivace è costruita su una alternanza di dissonante e "tonale", pur mantenendo una sua continuità, in quanto è regolata da una forma del discorso musicale omogenea e mobile.
Non mi sono servito di nessuna forma tradizionale, ho invece cercato
di elaborare un mio linguaggio che mi permettesse di mettere in stretta
relazione la musica col testo. Flauto, clarinetto e contrabbasso suonano
in tutta la loro estensione: la tessitura generale è compresa tra il
per il contrabbasso e il

per il flauto.
Soprattutto ho cercato di ottenere la fusione dei tre strumenti in base al suono (colore). Il grado del contrasto timbrico, come la frequenza del suono, va dal pp al ff.
L'intera composizione si articola su due componenti fondamentali: la tensione e il riposo, vale a dire il suono duro, aspro, tagliente da un lato, la morbidezza dall'altro, regolati dall'intervallo musicale di ogni singolo strumento e del tutti. Ciò è molto importante perché fa in modo che l'azione teatrale si svolga tra l'attore e la musica amalgamandosi in un tutto e assumendo così un suo carattere specifico all'interno dell'opera.


