Un'altra piazza virtuale: il lago dell'Accesa

Rosella Federigi
Rosella Federigi

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Nota biografica

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Premessa

L'idea di un "teatro indifferente", che si oppone alla classica rappresentazione scenica, si permea di significato nel momento stesso della sua concezione, della sua nascita, nella sua idea pura e tale rimane nella sua realizzazione mentale.
Il passaggio alla narrazione è privilegiato nel solo ambito del pensiero da cui scaturiscono i segni che lo traducono, attraverso un linguaggio mentale e ancora attraverso un codice e un mezzo, la lingua scritta.
Si realizza così uno spettacolo indifferente, etimologicamente non-differente, cioè uguale, identico alla stessa realtà mentale che lo vive, lo assapora e lo contempla.

Lago dell'Accesa - l'alba Immersione in un bel paesaggio lacustre, natura densa di natura; tutt'intorno immagini che si proiettano negli occhi come sequenze di un tempo assoluto, ideale e goduto all'istante. Innumerevoli fotogrammi di un pensiero apparentemente futile, di sottofondo, scevro dall'assordante crepitìo delle parole. Colorate vibrazioni si effondono mestamente da una natura che si esprime in un'idea unica di mondo, irripetibile ma non per questo lontana, irraggiungibile; così la mente reagisce con "filtrati" di teatri naturali a rappresentarci emozioni e tra queste le più pure.

Come tutti i segni linguistici "lago" svela un significante e un significato: "thèatron" è un'immagine acustica e un concetto che rappresenta un luogo destinato allo "spettacolo" = thèama, da thèa = il guardare, voce che fa capo alla radice di thaýma = ammirazione, meraviglia.
Un'esperienza estetica intensa che travolge il pensiero e in un fare si esprime l'identità individuale: pensare è il primo passo di una esperienza estetica interiorizzata, pensare l'aspetto "coreografico" del pensiero e quindi delle nostre immagini mentali è il passo successivo nel dare una forma estetizzante ai nostri più probabili futuri atti scenici.
L'impulso del sentimento primitivo crea una sorta di copione per salutare la genesi del lago, non privo di suspance e di meraviglia: elementi naturali che si scatenano, s'imbizzarriscono e, come spesso succede con i fenomeni carsici, il lago sorge quasi dal nulla, da una grande voragine, dai bordi scoscesi e s'insinua a emiciclo fra popolazioni di canne e ciperi.

Lago dell'Accesa... una grande voragineCosì al lago dell'Accesa la storia si sfilaccia in leggendarie trasfigurazioni di un'area boschiva tra i resti di un villaggio etrusco del VII-VI sec. a.C., una necropoli già esistente dal IX sec. a.C. e giacimenti metalliferi. Un tuffo nel tempo ed è già nuova scena: piccolo borgo disabitato con resti di altiforni per la lavorazione del metallo (sec.XVIII d.C.).
Luogo nascosto e primigenio, sconvolge l'immaginario collettivo. E circolano credenze dettate dal profilo selvaggio del luogo e dei nativi quali spontanei attori di un dramma popolare, secolare, che è poi la tragica vita dei minatori.
Umani e non umani s'improvvisano spontaneamente interpreti, brulicano come forme astratte in un palcoscenico avvolgente per quel digitale della mente che trae le mosse da dettagli, scoperti solo a caso e che si impregnano di carattere fino a sfociare in spettacolo.

Cosicché anche il lago è coinvolto e la sua complice e ingombrante presenza è punita: il suo fondo sprofonda in quell'abisso che porta direttamente all'inferno, dove l'acqua stessa si accende in un fuoco, almeno per un giorno all'anno, come monito per gl'infedeli.
L'osservazione del lago (teatro dell'ambiente = ambiente del teatro) è la scena più emozionale in cui si trasfigura l'idea stessa della trasformazione e della creazione: le paure umane antiche e nuove vengono sublimate nell'immagine del reale, che rimanda a memorie oniriche di un passato lontano e a teatri possibili, edificati sui frammenti della storia.

Lago dell'Accesa... abisso che porta direttamente all'infernoIl pensiero prolifera e prende forma come input digitali: l'occhio mentale cattura le immagini e le evolve in una miriade di estetiche. L'aspetto connotativo delle immagini si arrende a quello denotativo in un mirabolante girotondo di sensazioni.
Il riconoscimento reale di ogni nostra esperienza avviene con la produzione artistica dell'improbabile: il mito e la leggenda.
E tutto fino all'atto finale: un pavido nuotatore, che sfidando l'epicentro dei leggendari vortici infernali, flagella il liquido palcoscenico con larghe bracciate, circondandosi di linee destinate a diradarsi, proprio come il rarefarsi della natura di fronte all'urgenza delle idee.

Dove: da Livorno, lungo la SS1 (Aurelia) direzione Roma, fino all' uscita di Follonica Est, e poi per la SS439 fino a Massa Marittima (GR), a 5 km dal paese l'indicazione Lago dell'Accesa.

Coordinate 42° 59' 17.7? N 10° 53' 43.78? E [guarda la mappa]

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Num. 21 § Interventi
Un'altra piazza virtuale: il lago dell'Accesa
di Rosella Federigi ¦ pubblicato: marzo 2007 [visita 3309 10-set-2010 @ 02:30]

Rosella Federigi Rosella Federigi, di origine labronica, si è laureata nel 1987 in Filosofia presso l'Università degli Studi di Pisa. Docente di Lettere nella scuola secondaria, alterna la professione ad impegni artistici come autrice di poesie e testi critici sulle sperimentazioni inerenti il rapporto arte-scienza.
[email: rosella21@interfree.it]