Il Vangelo di Giuda

Barbara Lattanzi
Barbara Lattanzi

Barbara Lattanzi
Nota biografica

powered by m@ntis | chi dà luce rischia il buio

Dei «segreti della rivelazione che Gesù trasmise a Giuda Iscariota la settimana prima della sua cattura»

The Judas Gospel, National GeographicPoco prima delle festività pasquali 2006 è stata diffusa a livello mondiale la notizia del restauro e della decifrazione di un antico manoscritto, ritrovato negli anni settanta dello scorso secolo in una grotta della zona desertica di El Minya in Egitto. La scelta del periodo della diffusione, a ridosso della festa della morte e resurrezione di Cristo, non è stata certo scelta a caso. Infatti il manoscritto in questione, che è stato pubblicato col titolo de Il Vangelo di Giuda, tratta proprio del tradimento più famoso di tutti i tempi, ma rendendone un'interpretazione e un senso totalmente opposti a ciò che finora è stato tramandato. È indubbiamente un'importante scoperta, che aggiungerà nuovo materiale per la ricostruzione della cultura e della religiosità di un'epoca affascinante.

Non si tratta della prima importante scoperta papiracea nella zona desertica dell'Egitto: celebre è infatti il ritrovamento di un'intera biblioteca antica nei pressi di Nag Hammadi, avvenuta nel 1945. L'analisi di questi testi, la maggior parte dei quali di carattere gnostico, gnostico cristiano, ermetico e neoplatonico, ha permesso notevoli avanzamenti nella ricostruzione filologica della religione e delle filosofie di epoca tardoantica, oltre ad aver gettato una nuova luce sulla figura del Cristo storico. Prima degli anni settanta, il Vangelo di Giuda era conosciuto esclusivamente attraverso le confutazioni dei primi vescovi e della letteratura antiereticale, in particolare per opera di Ireneo di Lione. Il problema della formulazione del canone neotestamentario, nella chiesa cristiana, cominciò a porsi a partire dal II secolo, epoca in cui il diffondersi della dottrina all'interno di un mondo connotato da potenti sincretismi religiosi di vario tipo aveva prodotto una serie di interpretazioni della vita di Cristo tra loro divergenti. Il canone, i quattro vangeli riconosciuti e gli altri scritti, molti dei quali a carattere epistolare, verrà approvato solo alla fine del secolo IV con i Concili di Ippona e di Cartagine.

Particolare del papiroEntrato in possesso di un mercante di antichità, il Vangelo di Giuda andò incontro a varie vicissitudini prima di essere trovato, nel 2000, da un'antiquaria di Zurigo e da alcuni studiosi intenzionati a restaurarlo e a rivelarne il contenuto. Il papiro ha passato più di quindici anni chiuso in una cassetta di sicurezza, in assenza di strutture e trattamenti per la conservazione, ed era quindi in pessime condizioni; dopo anni di duro lavoro l'equipe è ora riuscita a renderlo leggibile. Un gruppo di filologi e traduttori esperti di lingua copta, capeggiato dal prof. Rudolphe Kasser, ha poi prodotto una versione in inglese, ora scaricabile dal sito web del National Geographic Channel in documento formato Adobe pdf.

I possessori del manoscritto hanno deciso di farne dono al museo del Cairo: sarà portato in Egitto non appena concluse le procedure di recupero e di studio. L'esame al radiocarbonio ha stabilito la datazione della redazione del testo intorno al 300 d.C., epoca a cui risalgono la maggior parte dei vangeli non canonici redatti in lingua copta, ma si tratta sicuramente della traduzione di uno scritto più antico. Il Vangelo di Giuda è infatti menzionato dal vescovo Ireneo in una sua confutazione risalente al 180 d.C. (primo libro dell'Adversus haereses, XXXI, 1): ciò permette di ipotizzare che una prima edizione del testo possa essere stata effettuata nello stesso periodo dei vangeli canonici.

Frammento del papiroIl Vangelo di Giuda presenta una interpretazione gnostica della vicenda del Nazareno e dei suoi apostoli. A fianco di una concezione prettamente esoterica della salvazione siamo colpiti dalla complessa mitologia, densa di elementi tipici della cultura religiosa sincretica diffusa in varie forme nei primi secoli della nostra era. Nella concezione esoterica del Vangelo, il personaggio di Giuda perde i connotati del traditore avido, passato alla storia per aver compiuto il più infame dei gesti. Diviene al contrario il discepolo più fedele di Gesù, il vero eletto, scelto per portare a termine il destino della redenzione. Giuda accetta di aiutare il suo Maestro e di condurlo verso la trasformazione iniziatica; sacrifica anche se stesso: grazie a una visione profetica e alla rivelazione dello stesso Gesù, infatti, l'Iscariota sa di essere destinato ad essere maledetto nei secoli da tutti coloro che non saranno in grado di comprendere il vero senso della storia cristiana.

Il male, la cui origine è identificata dalla teologia cristiana tradizionale con la disobbedienza e la ribellione della creatura nei confronti del suo creatore, sia esso uomo o angelo, qui assume caratteristiche diverse. Gli stessi "angeli del caos", responsabili di aver creato una generazione imperfetta e incapace di raggiungere la virtù e la conoscenza vera, in realtà compiono il volere di Dio. La loro azione è parte di un disegno superiore che non può essere finalizzato che al conseguimento del bene. Similmente Giuda non va qui a rappresentare un'incarnazione umana e storica del male, sulla scia dei suoi sovrumani o archetipici predecessori - i traditori di Dio Lucifero e Adamo. Ciò che appare come un'opposizione a Dio è, al contrario, per i redattori dello scritto, la concretizzazione della sua stessa volontà. La figura del Figlio di Dio presenta alcuni tratti particolari a noi finora sconosciuti. Di fronte agli apostoli assume a volte la forma di un fanciullo e ride spesso, specialmente degli errori dell'uomo, dei culti e riti tradizionali, tanto da far indignare i suoi ascoltatori incapaci di comprenderlo. Le sue parole rivolte agli apostoli sono durissime: «Nessuna generazione della vostra gente potrà mai conoscermi» (34).

In realtà il vero Dio da cui Gesù è stato inviato non è quello cultuato dagli uomini. Solo Giuda, qui presentato come il discepolo migliore, una sorte di uomo perfetto e chiamato anche "tredicesimo spirito", è in grado di comprendere ciò. Per questo sarà proprio lui a ricevere la rivelazione segreta, preclusa agli altri, e ad essere scelto per adempiere al compito più gravoso: « Ti rivelerò i segreti del Regno. Per te è possibile raggiungerlo, ma sarà compito arduo. Qualcuno dovrà sostituirti, così che i dodici possano tornare in unità con il loro Dio» (36-37). Il testo presenta poi una complicata cosmogonia molto differente rispetto alla concezione tradizionale della genesi. Questo genere di mitologia ricca e complessa è tipica della letteratura gnostica e spesso presente negli scritti di quel periodo. Le costruzioni mitologiche variavano da scuola a scuola ma hanno in comune la concezione dualistica di un Dio vero, fonte di tutto l'essere, raggiungibile solamente dagli eletti, contrapposto ad un essere inferiore, psichico e generato, il quale crea il mondo sensibile e i corpi in cui le anime sono imprigionate. Ciò si riflette anche a livello antropologico: una minoranza di eletti, gnostici, spirituali, destinati a una sorte divina, si contrappone a una maggioranza incapace di sollevarsi oltre il sensibile e condannati a non poter mai giungere alla verità. I primi, in molti testi definiti "pleromatici", nel Vangelo di Giuda sono chiamati «forte e santa generazione». Essi possiedono anime immortali e sono liberi da padroni. La generazione mortale, al contrario, è soggetta ad essere dominata – non dalla generazione divina, ma da dodici monarchi terreni – e pratica culti in onore del demiurgo, il falso dio.

I mortali sono discendenti di Adamo, creati con lui "secondo l'immagine", locuzione che, nella cultura platonica diffusa in quell'epoca, sta ad indicare la loro natura imperfetta. Nella parte finale del testo Gesù spiega al suo discepolo fedele quale sarà il suo compito e il suo sacrificio: egli dovrà favorire la sua cattura per far sì che lo spirito immortale del Maestro sia liberato dal corpo terreno: «Tu li supererai tutti. Poiché tu sacrificherai l'involucro che mi riveste» (56). Giuda sarà maledetto dalle umane generazioni, figlie di un falso dio e incapaci di comprendere la verità. Ma all'avvento del tredicesimo eone la sua stella si leverà alta. La vicenda è qui presentata in maniera più complessa rispetto alle tradizionali versioni gnostiche e, in un certo senso, più mistica. Il percorso segnato dalla morte iniziatica di Gesù funge da modello per l'evoluzione personale di coloro che desiderano conseguire la gnosi. La morte, che in un rito di passaggio può essere simbolizzata in varie maniere, è presentata nello scritto come una liberazione dalla prigione del corpo, involucro estraneo all'attività spirituale del mistico.

Gesù e Giuda - particolare di affresco bizantinoIl confronto tra i vari scritti cristiani, e tra i vangeli canonici con quelli non canonici, mostra quanto poco univoca sia la figura del redentore Gesù, tanto che non è ipotizzabile una ricostruzione storica o una definizione precisa di quale fosse in realtà il corpus dei suoi insegnamenti. I vangeli non canonici possono invece aiutarci nella comprensione delle complicate e tortuose vicende che hanno portato alla formazione della religione e della teologia cristiana maggioritaria. Le concezioni religiose come quella ora esposta presentano indubbiamente dei tratti particolarmente elitari, forse per questo furono presto soppiantate da una visione più vicina alle esigenze salvifiche delle masse, da una redenzione più facile da conseguire, pur se interamente gestita da una classe sacerdotale.

Durante la seconda metà dello scorso secolo, sono sorti numerosi gruppi di culto ispirati allo gnosticismo. Grazie alle scoperte archeologiche di Nag Hammadi e di El Minya, queste formazioni "neognostiche" hanno potuto costruire un proprio canone dottrinale e un proprio corpus letterario, e vantare una discendenza dagli antichi maestri siriaci ed egiziani. Il termine "gnosticismo" è comunque riservato, almeno dagli studiosi, solamente al fenomeno di epoca tardoantica.

Commenti [+ aggiungi]

Mostra|Nascondi Risultati: 1

  • [8] Fabio M. Franceschelli
    sull'argomento vi consiglio anche i lavori di Donnini. In questa rivista c'è una mia recensione a "Gesù e i manoscritti del Mar Morto" a questo link.
    http://www.amnesiavivace.it/sommario/rivista/brani/pezzo.asp?id=271
    Fabio M. Franceschelli

    Imprimatur 5 gennaio 2010 @ 13:23 Link permanente

  • [7] Barbara Lattanzi
    Vedo che è stata richiesta una mia opinione.
    Non saprei prendere posizione dal punto di vista storico. Le ricerche in questo settore sono davvero complesse, dovute all'antichità e assenza di fonti complete. Io mi limito ad ammirare coloro che si avventurano in questo difficile compito!
    Personalmente preferisco riflettere sul significato e la funzione di simboli e personaggi. Ciò che mi affascina è l'atteggiamento nei confronti del "male". Se è abbastanza facile, nell'ambito delle religioni rivelate identificare l'origine del BENE, non lo affatto per quanto riguarda il MALE che, spesso, non riesce a trovare una sua ragion d'essere in un mondo interamente creato e gestito da Dio. Lucifero, angelo caduto a causa della ribellione; Satana, l'oppositore - a questo riguardo è interessante la definizione dell'Iblis coranico, ribellatosi a Dio proprio a causa dei vantaggi concessi ad Adamo e che si presenta quindi come nemico dell'uomo più che nemico di Dio.
    Nella versione gnostica troviamo al contrario un Dio unico lontano e sostanzialmente inattivo, creatore degli esseri perfetti, e un'essere psichico inferiore responsabile dell'eistenza di ciò che è materiale.
    Credo che questo sia un modo come un altro per trovare una soluzione all'antico problema dell'origine del male.
    Giuda poi crea non pochi problemi al povero lettore: come è possible che una persona così vicina a Gesù, alla sapienza e alla salvezza, uno che ha visto il paradiso negli occhi del suo maestro, si giochi tutto per 30 miseri denari?
    Beh, effettivamente ci lascia un po' perplessi. Inoltre, se era "scritto" che Gesù dovesse morire per la nostra salvezza, allora qualcuno doveva essere predestinato a tradirlo, difficile considerarlo colpevole se ha semplicemente obbedito a un'esigenza e a un precetto divino ..
    Interessanti comunque le riflessioni di Elio. credo che tutti aspettiamo di poterne sapere di più!
    Saluti a tutti

    Imprimatur 2 gennaio 2010 @ 19:10 Link permanente

  • [6] Elio
    « mantis oh, Eliòs, che sì li addobbi (Dante)... grande intervento, davvero, pulito, squadrato, tu, caro lettore, dai lustro a questo articolo e alla rivista, letto con piacere... »
    Ti ringrazio!....Mi sento gratificato dal tuo apprezzamento... Mi farebbe piacere ascoltare anche il parere della gentile Barbara Lattanzi, autrice dell'articolo.
    Saluti

    Imprimatur 29 dicembre 2009 @ 18:57 Link permanente

  • [5] mantis
    oh, Eliòs, che sì li addobbi (Dante)... grande intervento, davvero, pulito, squadrato, tu, caro lettore, dai lustro a questo articolo e alla rivista, letto con piacere...

    Imprimatur 29 dicembre 2009 @ 15:57 Link permanente

  • [4] Elio
    .....segue dal precedente post:
    Esistono diverse versioni sulla fine di 'Giuda Iscariota': una più ingannevole dell'altra! Solo in un testo, il vangelo di Barnaba (che, guarda caso, gli apologisti ed esegeti clericali e filoclericali vorrebbero privo di attendibilità), è narrato che Giuda Iscariota venne CROCIFISSO!..
    .
    Il sottoscritto ha iniziato già da alcuni anni la redazione di un libro-saggio sulle origini del cristianesimo. La conclusione avverrà quando avrò terminato il ciclo delle mie ricerche, non ancora concluse. In esso verrà esposta una verità assolutamente stupefacente (e, per alcuni versi, anche sconvolgente), per ciò che concerne il vero profilo del Gesù storico e dei vari personaggi che gli furono di 'contorno' nella vicenda evangelica, a cominciare da sua madre e dal nonno Giuseppe (sic!)
    Elio

    Imprimatur 29 dicembre 2009 @ 12:39 Link permanente

  • [3] Elio
    Il motivo per cui gli aspetti peculiari del Vangelo di Giuda, come, ad esempio, quella della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota, appaiono incomprensibili, se non addirittura assurdi, risiedono principalmente nel fatto che a tutt'oggi gli eruditi, anche quelli più blasonati, non sono ancora riusciti a far emergere il profilo storico reale di questo personaggio (per la verità, con Gesù non è stato certo fatto di meglio!).
    La verità, senza dubbio stupefacente (almeno per chiunque si è 'fossilizzato' sulle 'sacre' panzane diffuse dal clero cattolico da 19 secoli a questa parte), è che Giuda Iscariota fu un CARATTERE FITTIZIO!... Esso venne creato a partire dalla locuzione latina 'SIMONEM IUDAEUS SICARIUS'. Come è facile intuire, il Simone in questione non fu altri che Simon 'Pietro' (attributo che NON vuol dire affatto 'pietra' o 'roccia', ma riconducibile alla parola ebraica 'peter', il cui significato è PRIMOGENITO!)
    A questo punto, credo che non dovrebbe stupire più nessuno la circostanza che Gesù possa aver fatto una 'certa' rivelazione al suo discepolo 'prediletto' (prima che diventassero nemici acerrimi!), vale a dire Simon Pietro/Iscariota..
    Un'immagine di questa 'rivelazione' l'abbiamo anche tra due 'particolari' personaggi: entrambi controfigure dei due personaggi di cui si è parlato sopra.
    Secondo quanto riportato dagli Atti di Pietro e dagli Atti di Pietro e Paolo, oltre che da una conosciuta tradizione patristica, Simon Pietro venne fatto crocifiggere a testa in giù (per 'lesa maestà') dall'imperatore Nerone, in quanto Pietro, con la sua banda di assassini (probabilmente la stessa con cui aveva fatto fuori i coniugi Anania e Sapphira), aveva attentato alla vita di Simon Mago, diventato un protetto dell'imperatore Nerone.
    .......segue in un successivo messaggio..

    Imprimatur 29 dicembre 2009 @ 12:35 Link permanente

  • [2] rocco www.thematrixrw.webs.com
    perchè Giuda si è impiccato se era il discepolo più fedele di Gesù, il vero eletto, scelto per portare a termine il destino della redenzione, se aveva accettato di aiutare il suo Maestro e di condurlo verso la trasformazione iniziatica?
    E' simbolico! Tutto nei vangeli e nel dramma di Gesù è simbolico, sono prima di essere atti storici un insegnamente. Giuda rappresenta il desiderio, la tentazione, la brama, che è ciò che tradisce l'uomo, il nostro Cristo Intimo (Cristo è l'uomo che si fa responsabile dei suoi processi iniziatici), ... si impicca simbolicamente perchè significa che per giungere alla salvezza raffigurata dalla crocifissione della natura umanoide dobbiamo eliminarlo dalla nostra vita. Non bisogna guardare Giuda in termini di GIUSTO o SBAGLIATO, egli è una Guida, l'insegnamento maestro per eccellenza oltre il bene e il male, perchè egli rappresenta la Coscienza.
    Avevi fatto caso che se a GIUDA scambio la I e la U diventa GUIDA?

    Imprimatur 6 giugno 2009 @ 09:09 Link permanente

  • [1] giuliana
    perchè Giuda si è impiccato se era il discepolo più fedele di Gesù, il vero eletto, scelto per portare a termine il destino della redenzione, se aveva accettato di aiutare il suo Maestro e di condurlo verso la trasformazione iniziatica

    Imprimatur 22 marzo 2009 @ 11:40 Link permanente

Lascia il tuo commento

Codici permessi

  • Sii gentile e non cedere allo spamming;

  • Se possibile evita il linguaggio volgare… non stupisce più nessuno;

  • Nel commento è permesso inserire i seguenti tag HTML:
    <a href="xxx.yyy" title="zzz" >, <br />, <b>, <strong>, <i>, <em>, <pre>
    <ul>, <ol>, <li>, <blockquote>, <p>;

  • la lunghezza del commento è limitata a 2000 (duemila) caratteri;
Discuti l'articolo

Num. 18 § Alla cassa
Il Vangelo di Giuda
di Barbara Lattanzi ¦ pubblicato: giugno 2006 [visita 4872 7-set-2010 @ 03:20]

Barbara Lattanzi Barbara Lattanzi è nata a Milano il 23 gennaio 1969, vive e lavora a Roma. Ha studiato Sociologia alla Sapienza di Roma e Studi Storico Religiosi a Tor Vergata. Si è occupata di ricerche nel campo del privato sociale e dell'immigrazione clandestina. Ha tradotto il saggio Sogni collettivi. L'immaginario comune delle anime di Helmut Hark dalla lingua tedesca (MA.GI. edizioni scientifiche, Roma 2005). Collabora regolarmente con il mensile Critica Sociale e saltuariamente con altre testate.
[email: barbaralattanzi@hotmail.it]