A Est di Roma, la bellezza indecisa

Valerio Cruciani
Valerio Cruciani

Valerio Cruciani
Nota biografica

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A Est di Roma
Mostra fotografica

La piccola mostra, tenutasi al Rialto Sant'Ambrogio nell'ambito del festival internazionale "Fotografia", dal 28 aprile al 6 maggio, è basata sui lavori di tre fotografe di origini diverse: Liah Chesnokov, russa, Mika Yamaguchi, giapponese, e Tijana Mamula, italo-serba. E' stata organizzata dall'Associazione Culturale "Spazi" (www.spazi.net).
La Chesnokov dedica una serie di scatti a Tel-Aviv, città di numerose frequentazioni.
La Yamaguchi illustra la storia di suo nonno, della sua anzianità e della sua malattia, mostrando la fragilità del suo corpo.
La Mamula dedica il suo lavoro a Belgrado, città in cui risiedono le sue origini e da cui ha inizio il suo sradicamento.

Yamaguchi (Il nonno)Il lirismo e l'autobiografia composta da spazi e personaggi, sono gli elementi che accomunano questi tre lavori. Sul piano espressivo, gli scatti realizzati a Tel-Aviv e a Belgrado, a colori, sono molto vicini: si può riscontrare un'autentica forza espressiva, una vena forse non originale, ma fortemente lirica e personalistica.
Il lavoro della Yamaguchi, invece, è in bianco e nero, e qui l'attenzione verso l'inquadratura e la luce è sicuramente dominante: in un delicato ma deciso gesto narrativo, le fotografie ci portano per mano lungo le tappe più significative del cammino di sofferenza dell'anziano nonno.
La fotografa non sente il bisogno di sottolineare gli elementi scabrosi di questa storia: sa benissimo che ogni singolo scatto, così come il quadro d'insieme, si colloca nell'esperienza universale della condizione umana. Il lavoro di composizione delle immagini e il montaggio tra loro fa il resto: permette allo spettatore di rivivere certe emozioni profonde, che toccano le soglie del pensiero. Il tono qui è dimesso, rispettoso e partecipe. Nella fermezza delle immagini e dei contorni sembra quasi di poter scorgere gli stilismi dei dipinti giapponesi, o la serena e nascosta razionalità dei racconti Zen. Il realismo della luce, qui, trascende i limiti del corpo umano, per renderli comunicabili e esperibili ad ogni osservatore, rischiando persino la banalità.

Chesnokov (Tel Aviv)Negli altri due lavori, invece, sfugge ad un primo sguardo il preciso intento stilistico delle fotografe: si possono facilmente accomunare i lavori dell'una a quelli dell'altra, tanto da confonderli. Le due città rappresentate, Belgrado e Tel-Aviv, non fanno altro che da scorcio e panorama e sfondo a scene intimistiche, quasi personalistiche, e potremmo trovarci nei quartieri di qualsiasi altra moderna metropoli. Ci sono ragazze che ridono, che fumano una sigaretta mentre passeggiano, palazzi immersi nella notte dalla quale spuntano a fatica deboli lampioni, pareti scrostate che portano i segni di guerre recenti, cartelloni pubblicitari, famigliari e parenti di vario grado.

Mamula (Belgrado)A dominare è la dimensione della profonda quotidianità, quella che esprime la volontà di dimenticare, almeno per un attimo, le battaglie, le manifestazioni di piazza, i morti, i notiziari, i bollettini, l'attenzione internazionale, e chiudersi negli occhi delle autrici, per poi riaprirsi al pubblico.
Un pubblico, però, che rischia di restare distante, di essere allontanato e tenuto in disparte, ai margini di quadri che poco tengono in conto la composizione e la luce, e che solo sembrano esistere per un'immediata esigenza espressiva da "istantanea", quasi a voler immortalare momenti così banali e insignificanti per noi, ma immensamente ricchi di umanità, quell'umanità quieta osservata con l'incredulità di chi ricorda solo paura e morte.
Dunque, l'incerta bellezza dei tre lavori qui presenti scaturisce da una medesima esigenza, che è appunto quella del raccontare se stessi attraverso la realtà. Ma se questa incertezza, dovuta alla consapevolezza che di noi non possiamo che dire "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo" (Eugenio Montale), nella Yamaguchi si congela in quegli attimi di quiete in cui l'individuo danza con la Morte, nella Mamula e nella Chesnokov è un grido liberatorio e irrequieto di liberazione, forse breve e passeggera, da una sofferenza che fin troppo, e fin troppo duramente, hanno subito.

NOTA BIOGRAFICA

Liah Chesnokov è nata a Mosca nel 1976, ha studiato fotografia a Roma ed ora collabora con diverse agenzie pubblicitarie.

Mika Yamaguchi, nata a Yamaguchi nel 1967, ha studiato fotografia prima a Tokio e successivamente a Roma, attualmente lavora come free-lance.

Tijana Mamula è nata a Milano nel 1981, ha studiato fotografia a Roma, si è laureata in Lettere ed attualmente vive tra Roma e Londra

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Num. 14 § Il dannato mestiere
A Est di Roma, la bellezza indecisa
di Valerio Cruciani ¦ pubblicato: giugno 2005 [visita 3575 22-mag-2013 @ 12:55]

Valerio Cruciani

Valerio Cruciani (1977), scrittore, poeta e sceneggiatore, ha pubblicato in sedi diverse racconti e poesie. È stato selezionato come partecipante alla 11° Biennale dei Giovani Artisti d'Europa e del Mediterraneo, al Festival Letterario Internazionale Klandestini di Malta, di cui è stato anche organizzatore, al Festival of Europe di Londra.

Ha fondato il collettivo St. Louis and Lawrence Books col quale ha pubblicato la raccolta di poesie le città hanno gli occhi sempre aperti e il racconto Millennio. Ha lavorato alla realizzazione di documentari, mostre fotografiche e letture in giro per l'Italia. E' uno dei fondatori e redattori della rivista indipendente www.amnesiavivace.it.
Attualmente sta lavorando al suo primo romanzo e ad una serie di altri progetti. Vive a Madrid.

Altre notizie su www.valeriocruciani.com.


[email: valeriocruciani77@gmail.com]